Il 14 marzo presso il centro Sociale Nicola Grosa di Nichelino, la Ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli ha affrontato temi cruciali legati all’inclusione sociale, alla semplificazione burocratica e al riconoscimento del ruolo dei caregiver. Il suo intervento ha sottolineato l’importanza di un approccio integrato per garantire maggiore dignità e opportunità alle persone con disabilità e alle loro famiglie.
La Ministra ha evidenziato come la società debba imparare a guardare le persone non in base ai loro limiti, ma alle loro potenzialità. Ha sottolineato l’importanza di creare opportunità per valorizzare i talenti e le competenze di ciascuno, attraverso percorsi di formazione, inclusione lavorativa e attività sociali e sportive.
“Dobbiamo unire le forze per far emergere le capacità delle persone con disabilità,” ha dichiarato, ponendo l’accento sulla necessità di una collaborazione tra istituzioni, terzo settore e privati per costruire una società più equa.
Uno degli aspetti più rilevanti toccati dalla Ministra riguarda la complessità burocratica che spesso ostacola l’accesso ai servizi essenziali per le persone con disabilità e le loro famiglie. Ha denunciato le lunghe attese per l’ottenimento di certificazioni e servizi, sottolineando la necessità di eliminare le barriere burocratiche, oltre a quelle fisiche e culturali.
Tra le misure che verranno adottate spicca la semplificazione del processo di riconoscimento dell’invalidità civile. Fino ad oggi, per ottenere il certificato di invalidità è necessario passare attraverso due richieste separate: una dal medico di base e una dal patronato. Con la nuova riforma, la domanda sarà unica e potrà essere inviata direttamente dal medico.
Un altro aspetto chiave della riforma riguarda la riduzione del numero di commissioni di valutazione: invece di sette certificati differenti, sarà istituita un’unica commissione per fornire un’unica certificazione valida per tutti gli ambiti.
Inoltre, la Ministra ha annunciato l’eliminazione dell’obbligo di sottoporsi a visite di revisione periodica per coloro che presentano disabilità irreversibili o malattie cronico-degenerative, una pratica spesso percepita come umiliante e inutile.
Un altro punto centrale dell’intervento è stata la necessità di integrare il sistema sanitario con quello sociale. La Ministra ha presentato il concetto del “Progetto di Vita”, che prevede un modello di presa in carico globale delle persone con disabilità, basato su un’equipe multidimensionale composta da medici, assistenti sociali, scuole e altri enti. Questa innovazione mira a garantire una risposta più efficace e tempestiva ai bisogni delle persone e delle famiglie.
Un tema particolarmente sentito è stato quello dei caregiver familiari, ovvero le persone che assistono quotidianamente i propri cari con disabilità. La Ministra ha ribadito l’urgenza di una legge che riconosca e tuteli questa figura, sottolineando come il caregiver non voglia essere sostituito, ma accompagnato in un percorso di supporto che possa alleviare il carico di cura e migliorare la qualità della vita di entrambi.
“Chi ama e cura deve essere riconosciuto e supportato,” ha affermato la Ministra, sottolineando l’importanza di garantire servizi adeguati e misure economiche per queste persone.